MCBQuadro elettricoProtezioneIEC 60898-1

Come funziona un interruttore magnetotermico (MCB)

Un MCB (interruttore magnetotermico) è il dispositivo di protezione più diffuso in un quadro elettrico residenziale. Protegge il circuito da sovraccarichi e cortocircuiti, ma non dalle correnti di guasto verso terra. Ecco cosa succede all’interno quando interviene.

29 maggio 2026·10 min di lettura·
Morsetto L (fase)I →Laminabimetallica(rame+acciaio)Bobinaelettro-magneticaMeccanismo di sgancioContatto mobileContatto fissoCamera di estinzione dell’arcopiastre d’acciaio di deionizzazioneMorsetto N (neutro)Leva
Fig. 1 — I componenti interni di un MCB (vista in sezione)

I componenti interni

Un MCB standard contiene cinque sistemi funzionali che lavorano insieme:

  • I morsetti — viti o pinze di fissaggio dei conduttori
  • La lamina bimetallica — due metalli saldati (di solito rame e acciaio) con coefficienti di dilatazione diversi, che si curva con il calore
  • La bobina elettromagnetica — un avvolgimento percorso dalla corrente del circuito, con nucleo mobile
  • Il meccanismo di sgancio — una leva a molla che trattiene o rilascia i contatti
  • La camera di estinzione dell’arco — una griglia di piastre d’acciaio che frammenta e raffredda l’arco elettrico all’apertura dei contatti

1. Protezione termica — il sovraccarico

Quando la corrente supera il valore nominale In indicato sull’MCB, la lamina bimetallica inizia a scaldarsi. Poiché i due metalli si dilatano in modo diverso, la lamina si curva gradualmente. A una flessione sufficiente rilascia la leva di sgancio e i contatti si aprono.

Fig. 2 — Il meccanismo termico: la lamina bimetallica si curva in sovraccarico e rilascia la leva di sgancio

Il meccanismo termico ha una caratteristica di tempo inversamente proporzionale al sovraccarico: a 1,5×In può durare alcuni minuti, a 5×In alcuni secondi. La norma IEC 60898-1 prescrive che l’MCB non deve intervenire in meno di 1 ora a 1,13×In (corrente di non intervento), ma deve intervenire in meno di 1 ora a 1,45×In.

Da ricordare: Un MCB al limite dell’intervento (corrente poco oltre 1,13×In) può funzionare per ore senza intervenire. Il conduttore può surriscaldarsi per tutto questo tempo. Per questo è essenziale che l’In dell’MCB sia correlato alla portata del cavo protetto (In ≤ Iz).

2. Protezione magnetica — il cortocircuito

In un cortocircuito la corrente cresce bruscamente a valori di decine o centinaia di volte In. La bobina elettromagnetica genera istantaneamente un forte campo magnetico che attira il nucleo mobile. Questo agisce direttamente sul meccanismo di sgancio, aprendo i contatti in meno di 10 millisecondi.

Fig. 3 — Il meccanismo magnetico: in cortocircuito la bobina attira istantaneamente il nucleo mobile e apre i contatti (<10ms)

La soglia della corrente magnetica di intervento varia in base alla caratteristica (curva di intervento) dell’MCB:

CurvaSoglia magneticaApplicazioni tipiche
B3–5 × InCircuiti resistivi, illuminazione, cavi lunghi
C5–10 × InPrese, uso residenziale generale
D10–20 × InMotori, trasformatori, lampade a scarica
Curva I-t — zone di intervento (IEC 60898-1)Multiplo di In (corrente nominale)Tempo [s]Zona termica(bimetallo, secondi-minuti)B3–5×Inilluminazione, resistiviC5–10×Inprese, uso generaleD10–20×Inmotori, trasf.1×2×5×10×15×20×1×In20×In
Fig. 4 — La caratteristica I-t: zona termica (curva a tempo inverso) + zona magnetica istantanea (bande B/C/D)

3. La camera di estinzione dell’arco

Quando un contatto sotto tensione si apre, tra i due contatti si forma un arco elettrico — una colonna di plasma ionizzato a migliaia di gradi Celsius. Se l’arco non viene estinto rapidamente, i contatti fondono e l’MCB diventa inutilizzabile o addirittura pericoloso.

La camera di estinzione contiene una griglia di sottili piastre d’acciaio che:

  • frammentano l’arco lungo in una serie di archi corti
  • raffreddano rapidamente il plasma, riducendone la conducibilità
  • forzano la deionizzazione del gas tra i contatti

Tutto ciò avviene in pochi millisecondi. Il gas caldo viene evacuato attraverso le aperture di aerazione nell’involucro dell’MCB — ecco perché i quadri elettrici richiedono ventilazione e non vengono sigillati completamente.

Fig. 4 — L’arco elettrico formato all’apertura dei contatti viene frammentato ed estinto dalle piastre della camera di deionizzazione

4. Il potere di interruzione (Icu)

Il potere di interruzione (Icu) è la massima corrente di cortocircuito che l’MCB può interrompere senza distruggersi. Si esprime in kA e deve essere maggiore della corrente di cortocircuito presunta nel luogo di installazione.

Valori tipici:

  • 6 kA — standard per impianti residenziali (grande distanza dal trasformatore)
  • 10 kA — necessari al quadro principale di un condominio o quando il quadro è vicino al trasformatore
  • 15–25 kA — impianti industriali o all’origine dell’impianto
Attenzione: Un MCB con potere di interruzione insufficiente può esplodere in un cortocircuito violento, provocando incendio o ustioni. Il potere di interruzione deve essere verificato nel progetto mediante calcolo o stima dell’Icc.

Ciò che un MCB NON fa

L’MCB non rileva le correnti di guasto verso terra (correnti residue). Se una persona tocca il conduttore di fase e la corrente attraversa il corpo umano verso terra, l’MCB non interviene (la corrente nel circuito è quasi la stessa — la differenza è troppo piccola per attivare il meccanismo termico o magnetico ai valori residui di pochi milliampere letali). Questo è il compito dell’RCCB o dell’RCBO.

Norma di riferimento

La norma di riferimento per gli MCB di uso domestico è la IEC 60898-1 (SR EN 60898-1 in Romania), che definisce le caratteristiche B/C/D, il potere di interruzione minimo (1,5 kA standard, 6 kA potenziato) e i tempi di intervento in sovraccarico e cortocircuito.

La norma I7-2011 fa riferimento all’MCB nel contesto della protezione dalle sovracorrenti (Cap. 4.3) e della selettività delle protezioni (Art. 4.3.7.1): gli MCB in cascata devono essere coordinati in modo che, a un guasto, intervenga quello più vicino al guasto, non quello all’arrivo.

ElectroSchema

Nel quadro elettrico visivo di ElectroSchema, l’MCB si colloca sulle guide DIN con la corrente nominale e la caratteristica scelte. Le regole di validazione V29 e V44 verificano automaticamente la selettività tra l’MCB della montante e quelli dei circuiti, avvisando se la banda magnetica dell’MCB a monte si sovrappone a quella di quello a valle.

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