Come funziona un interruttore magnetotermico (MCB)
Un MCB (interruttore magnetotermico) è il dispositivo di protezione più diffuso in un quadro elettrico residenziale. Protegge il circuito da sovraccarichi e cortocircuiti, ma non dalle correnti di guasto verso terra. Ecco cosa succede all’interno quando interviene.
I componenti interni
Un MCB standard contiene cinque sistemi funzionali che lavorano insieme:
- I morsetti — viti o pinze di fissaggio dei conduttori
- La lamina bimetallica — due metalli saldati (di solito rame e acciaio) con coefficienti di dilatazione diversi, che si curva con il calore
- La bobina elettromagnetica — un avvolgimento percorso dalla corrente del circuito, con nucleo mobile
- Il meccanismo di sgancio — una leva a molla che trattiene o rilascia i contatti
- La camera di estinzione dell’arco — una griglia di piastre d’acciaio che frammenta e raffredda l’arco elettrico all’apertura dei contatti
1. Protezione termica — il sovraccarico
Quando la corrente supera il valore nominale In indicato sull’MCB, la lamina bimetallica inizia a scaldarsi. Poiché i due metalli si dilatano in modo diverso, la lamina si curva gradualmente. A una flessione sufficiente rilascia la leva di sgancio e i contatti si aprono.
Il meccanismo termico ha una caratteristica di tempo inversamente proporzionale al sovraccarico: a 1,5×In può durare alcuni minuti, a 5×In alcuni secondi. La norma IEC 60898-1 prescrive che l’MCB non deve intervenire in meno di 1 ora a 1,13×In (corrente di non intervento), ma deve intervenire in meno di 1 ora a 1,45×In.
2. Protezione magnetica — il cortocircuito
In un cortocircuito la corrente cresce bruscamente a valori di decine o centinaia di volte In. La bobina elettromagnetica genera istantaneamente un forte campo magnetico che attira il nucleo mobile. Questo agisce direttamente sul meccanismo di sgancio, aprendo i contatti in meno di 10 millisecondi.
La soglia della corrente magnetica di intervento varia in base alla caratteristica (curva di intervento) dell’MCB:
| Curva | Soglia magnetica | Applicazioni tipiche |
|---|---|---|
| B | 3–5 × In | Circuiti resistivi, illuminazione, cavi lunghi |
| C | 5–10 × In | Prese, uso residenziale generale |
| D | 10–20 × In | Motori, trasformatori, lampade a scarica |
3. La camera di estinzione dell’arco
Quando un contatto sotto tensione si apre, tra i due contatti si forma un arco elettrico — una colonna di plasma ionizzato a migliaia di gradi Celsius. Se l’arco non viene estinto rapidamente, i contatti fondono e l’MCB diventa inutilizzabile o addirittura pericoloso.
La camera di estinzione contiene una griglia di sottili piastre d’acciaio che:
- frammentano l’arco lungo in una serie di archi corti
- raffreddano rapidamente il plasma, riducendone la conducibilità
- forzano la deionizzazione del gas tra i contatti
Tutto ciò avviene in pochi millisecondi. Il gas caldo viene evacuato attraverso le aperture di aerazione nell’involucro dell’MCB — ecco perché i quadri elettrici richiedono ventilazione e non vengono sigillati completamente.
4. Il potere di interruzione (Icu)
Il potere di interruzione (Icu) è la massima corrente di cortocircuito che l’MCB può interrompere senza distruggersi. Si esprime in kA e deve essere maggiore della corrente di cortocircuito presunta nel luogo di installazione.
Valori tipici:
- 6 kA — standard per impianti residenziali (grande distanza dal trasformatore)
- 10 kA — necessari al quadro principale di un condominio o quando il quadro è vicino al trasformatore
- 15–25 kA — impianti industriali o all’origine dell’impianto
Ciò che un MCB NON fa
L’MCB non rileva le correnti di guasto verso terra (correnti residue). Se una persona tocca il conduttore di fase e la corrente attraversa il corpo umano verso terra, l’MCB non interviene (la corrente nel circuito è quasi la stessa — la differenza è troppo piccola per attivare il meccanismo termico o magnetico ai valori residui di pochi milliampere letali). Questo è il compito dell’RCCB o dell’RCBO.
Norma di riferimento
La norma di riferimento per gli MCB di uso domestico è la IEC 60898-1 (SR EN 60898-1 in Romania), che definisce le caratteristiche B/C/D, il potere di interruzione minimo (1,5 kA standard, 6 kA potenziato) e i tempi di intervento in sovraccarico e cortocircuito.
La norma I7-2011 fa riferimento all’MCB nel contesto della protezione dalle sovracorrenti (Cap. 4.3) e della selettività delle protezioni (Art. 4.3.7.1): gli MCB in cascata devono essere coordinati in modo che, a un guasto, intervenga quello più vicino al guasto, non quello all’arrivo.
ElectroSchema
Nel quadro elettrico visivo di ElectroSchema, l’MCB si colloca sulle guide DIN con la corrente nominale e la caratteristica scelte. Le regole di validazione V29 e V44 verificano automaticamente la selettività tra l’MCB della montante e quelli dei circuiti, avvisando se la banda magnetica dell’MCB a monte si sovrappone a quella di quello a valle.
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