RCCBDDRProtezione differenzialeIEC 61008

Come funziona un differenziale (RCCB)

Il differenziale (RCCB, Residual Current Circuit Breaker) — noto anche come RCD o salvavita — è il dispositivo che protegge le persone dalla folgorazione. Funziona secondo un principio completamente diverso dal magnetotermico (MCB): rileva la differenza tra la corrente che entra e quella che esce dal circuito.

29 maggio 2026·11 min di lettura·
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Fotografia di un differenziale aperto con i componenti etichettati
Fig. 0 — Costruzione interna di un differenziale: trasformatore a sequenza zero (toroide), bobina di sgancio, resistore di prova e pulsante di prova

Il problema che il differenziale risolve

Correnti di decine o centinaia di milliampere — 30–100 mA sono appena 0,03–0,1 ampere — possono essere pericolose per l’uomo, a seconda di quanto a lungo attraversano il corpo. Un magnetotermico da 16A non può percepire qualche decina di milliampere in più rispetto alla corrente del circuito, quindi non assicura la protezione addizionale contro i contatti diretti. In un sistema TN, invece, quando un guasto d’isolamento porta in tensione l’involucro di un apparecchio di classe I, il magnetotermico garantisce l’interruzione automatica dell’alimentazione (Art. 4.1.4.1.11), purché l’impedenza dell’anello di guasto consenta l’intervento entro il tempo richiesto dalla tabella 4.1.

Perché un magnetotermico non vede la corrente che attraversa il corpoSorgente230VMCB16Anon vedeL (fase)🙂Id = 30–100mA(pericoloso; 30 mA = soglia RCD)I_N = I_L – IdL’MCB vede:I_L = I_carico + Id+30 mA ≪ 16 ANon scatta!
Fig. 1 — Il magnetotermico non rileva la corrente di guasto: 30mA è trascurabile rispetto ai 16A nominali

Secondo i dati medici, una corrente che attraversa il corpo umano per 1 secondo produce:

CorrenteEffetto fisiologico
1 mASoglia di percezione — leggero formicolio
10 mAContrazione muscolare — impossibile lasciare la presa
30 mAForti contrazioni muscolari, difficoltà respiratorie — sotto la soglia di fibrillazione (zona AC-3)
100 mAFibrillazione ventricolare possibile (zona AC-4) — pericolo di morte

Fonte: IEC/TR 60479-1 — Effects of current on human beings and livestock. I valori della tabella sono indicativi, tratti dalla letteratura classica: la IEC/TR 60479-1 assume 0,5 mA come soglia di percezione (limite della zona AC-1).

Il principio di funzionamento: il trasformatore toroidale

Il cuore di un differenziale è un trasformatore toroidale — un nucleo ad anello in materiale ferromagnetico attraversato da entrambi i conduttori: la fase (L) e il neutro (N).

In condizioni normali, tutta la corrente che entra sulla fase ritorna sul neutro: I_L = I_N. I due conduttori generano campi magnetici uguali e opposti che si annullano completamente. Il flusso risultante nel toroide è nullo.

Schema del circuito RCCB con toroide, bobina di fase, bobina di neutro e bobina di sgancio
Fig. 2 — Schema elettrico del differenziale: la bobina FASE e la bobina NEUTRO attraversano lo stesso toroide; lo squilibrio induce un segnale nella bobina di rilevamento che alimenta la bobina di sgancio
Fig. 3 — Funzionamento del differenziale: a sinistra funzionamento normale (I_L = I_N, flusso nullo), a destra un guasto (I_L ≠ I_N, il relè scatta)

Quando si verifica un guasto d’isolamento (o una persona tocca il conduttore di fase), una parte della corrente si disperde direttamente verso terra senza tornare attraverso il neutro. Ora I_L ≠ I_N. La differenza — la corrente residua — genera un flusso magnetico nel toroide che induce una tensione nell’avvolgimento secondario. Questo alimenta un relè sensibile che fa scattare meccanicamente il differenziale.

Velocità di reazione: un differenziale di tipo generale (senza ritardo) deve interrompere entro 300 ms a IΔn, 150 ms a 2·IΔn e 40 ms a 5·IΔn (EN 61008-1). L’I7-2011, Art. 4.1.5.2.7, lo riassume così: 40...300 ms, in funzione del rapporto tra la corrente di guasto e IΔn. Un differenziale di tipo S è ritardato, con 150...500 ms (stesso articolo), proprio perché il differenziale a valle scatti per primo.

Le sensibilità normalizzate

La sensibilità IΔn e le sue applicazioni10 mALuoghi a rischio massimo: piscine, zone con pavimento bagnato, bambini piccoli30 mAProtezione delle persone — standard residenziale obbligatorio100 mAProtezione contro i guasti, a valle di un tipo S (Art. 4.1.5.2.8, fig. 4.1)300 mARischio incendio: differenziale nel quadro (Art. 4.2.2.8, 2023)
Fig. 4 — Le sensibilità normalizzate del differenziale e dove si usa ciascuna

La norma I7-2011 impone differenziali da 30 mA come regola generale per la protezione delle persone sui circuiti delle prese e nei bagni. Per ridurre il rischio d’incendio, l’Art. 4.2.2.8 — nella forma del 2023 — raccomanda un differenziale con corrente nominale d’intervento stabilita in base alle caratteristiche dell’impianto e installato nel quadro di distribuzione; in pratica si sceglie 300 mA, di norma tipo S, dove uno scatto a 30 mA sarebbe troppo sensibile. La soglia «≤ 300 mA all’allacciamento» della versione 2011 non compare più nel testo in vigore.

I tipi AC, A, F, B — perché contano

Non tutte le correnti di guasto sono sinusoidali. Le moderne apparecchiature elettroniche (computer, caricabatterie, inverter, stazioni EV) generano correnti con componenti continue o ad alta frequenza. Un differenziale di tipo AC non rileva queste forme di corrente.

Tipi RCCB — quali forme di corrente rilevanoACIEC 61008/61009✓ ~ AC sinusoidaleAIEC 61008/61009✓ ~ AC sinusoidale✓ ⊓ DC pulsante (semionda)FIEC 62423✓ ~ AC sinusoidale✓ ⊓ DC pulsante (semionda)✓ ∿ alta frequenza (VFD)BIEC 62423✓ ~ AC sinusoidale✓ ⊓ DC pulsante (semionda)✓ ∿ alta frequenza (VFD)✓ — DC liscio (EV, FV)
Fig. 5 — Il tipo B è il più completo — necessario quando il carico può produrre corrente continua liscia (ad es. inverter FV senza separazione, Art. 7.11.7)
I7-2011, Art. 7.11.7: se il sistema fotovoltaico non ha almeno una separazione semplice tra lato AC e lato DC, il differenziale che assicura la protezione contro i guasti deve essere di tipo B; se la costruzione dell’inverter non permette il passaggio di una corrente di guasto continua nell’impianto, il differenziale non è più necessario (Art. 7.11.8). Per le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici l’I7-2011 non ha prescrizioni dedicate: il tipo di differenziale si sceglie in base alla documentazione della stazione (tipo B, oppure tipo A se la stazione ha il rilevamento integrato della corrente di guasto continua). La prima versione di questo articolo indicava 40 ms come tempo di intervento a IΔn e attribuiva agli aggiornamenti 2023 un obbligo di tipo B per EV e FV; abbiamo corretto entrambi i punti l’11 settembre 2026.

Il pulsante di prova — cosa verifica e cosa no

Ogni differenziale ha un pulsante di prova (T) che, attraverso un resistore di prova, fa passare corrente nel toroide su un solo conduttore, creando così uno squilibrio artificiale. La pressione mette alla prova tutta la catena — toroide, avvolgimento secondario, relè, meccanismo — ma con una corrente di prova maggiore di IΔn, quindi non verifica:

  • il tempo di intervento a IΔn e a 5·IΔn
  • la corrente reale di sgancio (può scattare a 50mA invece che a 30mA)
  • la continuità della connessione di terra dell’impianto

I produttori raccomandano di premere periodicamente il pulsante di prova; l’intervallo è indicato nelle istruzioni dell’apparecchio. L’I7-2011 non fissa una frequenza: nelle verifiche richiede la prova del differenziale, e l’efficacia dell’interruzione tramite differenziale si verifica «utilizzando apparecchiature di prova adeguate» (Art. 8.1.1.3.7). Una verifica completa (corrente reale di sgancio) richiede uno strumento di misura — un tester per differenziali. La prima versione di questo articolo diceva che il pulsante di prova bypassa il toroide, rimandava al Cap. 4.1.3.x per il differenziale da 30 mA e presentava la selettività RCCB–RCBO come garantita dal rapporto 3:1; abbiamo corretto tutti e tre i punti l’11 settembre 2026.

Cosa NON fa un differenziale

Il differenziale non protegge da sovraccarichi e cortocircuiti. Un cortocircuito di 100A attraversa il differenziale senza farlo scattare — le correnti L e N sono uguali (entrambe elevate), la differenza resta nulla. Per questo, in pratica, il differenziale è sempre accompagnato da magnetotermici su ogni circuito o sostituito da un RCBO (che combina entrambe le protezioni).

Riferimento normativo

Norme di riferimento: IEC 61008-1 / 61009-1 (RCCB/RCBO; tipi AC e A), IEC 62423 (tipi F e B), IEC/TR 60479-1 (effetti della corrente sull’uomo). La norma I7-2011 impone differenziali da non più di 30 mA all’Art. 4.1.5.2.1 (modificato nel 2023) per le prese di uso generale e/o i ricevitori con corrente nominale non superiore a 32 A, per le apparecchiature mobili per uso esterno con corrente nominale non superiore a 32 A e per i circuiti di illuminazione nelle case unifamiliari, e all’Art. 7.1.3.5 per tutti i circuiti dei locali con vasca da bagno o doccia.

ElectroSchema

Nel quadro elettrico di ElectroSchema, il differenziale si posiziona sulle guide DIN con sensibilità e tipo configurati. Le regole di validazione verificano che tutte le prese siano protette da un differenziale da non più di 30 mA (V05), che lo scaldabagno di un bagno con vasca o doccia non resti su un semplice magnetotermico senza differenziale da 30 mA (V41) e segnalano le cascate di differenziali il cui rapporto tra le correnti differenziali nominali è inferiore a 3:1 (regola V29). La selettività reale richiede inoltre un differenziale di tipo S a monte, come negli schemi di fig. 4.1 e fig. 4.2 a cui rimanda l’Art. 4.1.5.2.8 nella forma del 2023.

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